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6 aprile 2009
Dopo un anno...
un altro post.
E' ora di fare scienza non necessariamente legata alle esigenze accademiche!
| inviato da logica il 6/4/2009 alle 9:51 | |
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4 febbraio 2008
Sarei di destra. Se ve ne fosse una.
Sarei di destra. Se ve ne fosse una. Una destra che si occupi di legalità in modo serio, senza diventare razzista -vedi quella pena della lega nord. Per cui esiste ed è rispettata la libertà di manifestare ma che combatte con vigore manifestazioni selvaggie come quelle dei tassisiti o dei camionisti che hanno bloccato un paese -fra l'altro guidati da un deputato di forza italia. Una destra che non lecchi i piedi delle gerarchie ecclesiastiche, ossia una destra laica. Ma dove cacchio è in Italia? Una destra liberale, che difenda l'Italia senza sparare vaccate antieuropeiste. Un pò di sano nazionalismo fa bene anche se non si giocano i mondiali. Una destra che rispetti le istituzioni e la magistratura e che -soprattutto- non cambi legge elettorale a due mesi dal voto, cosa già sospetta di per se ma che diventa tragica se effettuata in modo chiaramente contrario alla volontà popolare espressa tramite referendum pochi anni addietro, una porcata talmente colossale da far temere che la democrazia stessa sia in pericolo. Una destra che combatta seriamente la mafia e che non sostenga personaggi collusi come Cuffaro, anzi una destra che faccia della lotta alle mafie il proprio emblema. Voterei subito una destra cosi. Per ora purtroppo non ve ne è nemmeno l'ombra. Ripiego sul PD per principio di esclusione, nell'attesa che prima o poi una vera destra nasca in Italia.
| inviato da logica il 4/2/2008 alle 14:24 | |
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28 maggio 2007
Ritorno
Mamma mia, quanto tempo. Anche se penso che oramai si passi piu tempo a scrivere le proprie idee senza leggere quelle degli altri. Per questo mi e' sembrato opportuno defilarmi. Di tanto in tanto appariro'.
| inviato da logica il 28/5/2007 alle 19:17 | |
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2 ottobre 2006
No comment
Don Gaetano è stato costretto a lasciare la chiesa scortato dai carabinieri
Lui si difende: "Ordini superiori". E il vescovo lo giustifica: "Ha applicato le norme"
Sulmona, l'assalto dei fedeli al parroco "Ha rifiutato il funerale a un divorziato" di GIUSEPPE CAPORALE
I parrocchiano di Bagnaturo hanno costretto don Gaetano ad abbandonare la chiesa
SULMONA -
La "rivolta" dei fedeli, ieri, ha costretto don Gaetano, ad uscire
dalla chiesa di Bagnaturo scortato dai carabinieri. I parrocchiani sono
rimasti fuori ad attenderlo, per contestarlo con urla e applausi di
scherno. Una scena surreale scatenata dal rifiuto, da parte del prete,
di celebrare la messa funebre ad un divorziato.
"Ordini superiori" ha spiegato il parroco ai cronisti, nella
concitazione dell'uscita dalla chiesa. Ordine, a quanto pare, del
vescovo di Sulmona, monsignor Giuseppe Falco. Con lui, don Gaetano ha
concertato l'applicazione, alla lettera, del diritto canonico per
quello che si è trasformato ormai in un caso. Certo è che Fernando
Scipione, 47 anni, morto d'infarto sul suo tir, durante una trasferta
di lavoro a Messina, ieri è stato sepolto senza funerale. Dopo la
tragedia, i familiari avevano chiesto di poter fissare il rito funebre,
ma il parroco, aveva temporeggiato, inusualmente.
Alcune ore dopo, aveva opposto il diniego con motivazione ufficiale:
impossibile, per lui, officiare messa per un divorziato, essendo il
defunto venuto meno al sacramento del matrimonio. È stato solo concesso
l'uso della chiesa per la veglia funebre. La messa no. La notizia è
rimbalzata per i vicoli antichi del borgo suscitando dapprima
incredulità, poi sgomento e rabbia.
È stata la seconda moglie di Fernando Scipione a coagulare lo sdegno in
rivolta, sino alle soglie della chiesa parrocchiale e a quelle auto dei
carabinieri che prendevano in consegna la Punto Fiat di uno spaventato
parroco. "Un uomo bravo, onesto e lavoratore come Fernando è stato
trattato come una persona indesiderata" ha raccontato la donna in
lacrime. "È uno scandalo, se ne deve andare", hanno tuonato in coro
altri parrocchiani. "Anche mio padre era divorziato", sottolinea la
signora Amalia, un'altra contestatrice "e alla sua morte ha avuto qui
il suo giusto funerale".
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