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Audience passivo
A sbraitare e litigare in Tocqueville, nella citt?ei liberi, sono stati sempre e solo i soliti noti. La stragrande maggioranza dei cittadini sono entrati per avere visibilit?non so quanta ne abbiano ... (continua)
La punta dell'Iceberg
Premessa: E' da stupidi accanirsi contro ambiziosi progetti a fine di lucro.Il post di Andrea, quello che delinea il futuro di Tocqueville rappresenta solo la punta dell'Iceberg. Il menu' e' stato deciso ... (continua)
Tocqueville: fermiamoci un secondo.
UPDATE: Per correttezza andate a leggervi anche Star e Freedom. (I toni sono quelli che sono). anche Abr con loro. All'opposizione, oltre al sottoscritto, Kagliostro e Harry. Da Oltre le ... (continua)
Girogirotondo casca il mondo casca la terra tutti giu' per terra
Oggi, 22 settembre, in ambito del nono Festival del cinema Italiano, patrocinato dall'Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma, verra' proiettato il film "Il Caimano" alla presenza di Nanni Moretti. In ... (continua)

il Cannocchiale
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Odisseus.ilcannocchiale.it
Jeus Camp
"Il documentario "Jesus Camp". E' la storia di un tam-tam che dalla proiezione al Tribeca Festival fino all'uscita nelle sale, ha condotto il documentario "Jesus camp" di Heidi Ewing e Rachel Grady, al ... (continua)
Come il Conclave ha eletto Ratzinger?
Perch? cardinali in Conclave hanno eletto Ratzinger? La Chiesa ne sentiva necessit?Ahim?isogna essere storicamente oggettivi su quanto ?uccesso in Conclave. A Roma nei giorni del Conclave sono ... (continua)
I discorsi di Bendetto in Germania
Provo a rispondere ad un confronto che abbiamo avuto con Daverik e Logica sul viaggio del Papa in Germania. Benedetto XVI ha tenuto due discorsi:1.a Monaco: L'Occidente ?n una crisi di valori che ha ... (continua)
E' morta una Tamarra
Annunciamo la morte di Oriana Fallaci. Oggi tutto il popolo dei Tamarri del mondo ?n lutto. Nessuno come lei aveva saputo rappresentare in modo cos?lto l'espressione del Popolo Tamarro. La precisione ... (continua)
Il manifesto di Atreju 2006 (Azione Giovani)
Forse avr??alche problema io, ma se vedo per strada un manifesto, come quello riprodottosotto, con un fascio littorio al posto dell'1 e mi incazzo non ?olpa mia. C'?n articolo transitorio della ... (continua)

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6 aprile 2009

Dopo un anno...

un altro post.

E' ora di fare scienza non necessariamente legata alle esigenze accademiche!




permalink | inviato da logica il 6/4/2009 alle 9:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

4 febbraio 2008

Sarei di destra. Se ve ne fosse una.

 

 

   
    Sarei di destra. Se ve ne fosse una.
   
    Una destra che si occupi di legalità in modo serio, senza diventare razzista -vedi quella pena della lega nord. Per cui esiste ed è rispettata la libertà di manifestare ma che combatte con vigore manifestazioni selvaggie come quelle dei tassisiti o dei camionisti che hanno bloccato un paese -fra l'altro guidati da un deputato di forza italia.
   
    Una destra che non lecchi i piedi delle gerarchie ecclesiastiche, ossia una destra laica. Ma dove cacchio è in Italia? Una destra liberale, che difenda l'Italia senza sparare vaccate antieuropeiste. Un pò di sano nazionalismo fa bene anche se non si giocano i mondiali.
   
    Una destra che rispetti le istituzioni e la magistratura e che -soprattutto- non cambi legge elettorale a due mesi dal voto, cosa già sospetta di per se ma che diventa tragica se effettuata in modo chiaramente contrario alla volontà popolare espressa tramite referendum pochi anni addietro, una porcata talmente colossale da far temere che la democrazia stessa sia in pericolo.
   
    Una destra che combatta seriamente la mafia e che non sostenga personaggi collusi come Cuffaro, anzi una destra che faccia della lotta alle mafie il proprio emblema.
   
    Voterei subito una destra cosi. Per ora purtroppo non ve ne è nemmeno l'ombra. Ripiego sul PD per principio di esclusione, nell'attesa che prima o poi una vera destra nasca in Italia.
       
   




permalink | inviato da logica il 4/2/2008 alle 14:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

28 maggio 2007

Ritorno

Mamma mia, quanto tempo. Anche se penso che oramai si passi piu tempo a scrivere le proprie idee senza leggere quelle degli altri. Per questo mi e' sembrato opportuno defilarmi. Di tanto in tanto appariro'. 




permalink | inviato da logica il 28/5/2007 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

2 ottobre 2006

No comment

Don Gaetano è stato costretto a lasciare la chiesa scortato dai carabinieri
Lui si difende: "Ordini superiori". E il vescovo lo giustifica: "Ha applicato le norme"

Sulmona, l'assalto dei fedeli al parroco  "Ha rifiutato il funerale a un divorziato" di GIUSEPPE CAPORALE

<B>Sulmona, l'assalto dei fedeli al parroco <br>

I parrocchiano di Bagnaturo hanno costretto don Gaetano ad abbandonare la chiesa

SULMONA - La "rivolta" dei fedeli, ieri, ha costretto don Gaetano, ad uscire dalla chiesa di Bagnaturo scortato dai carabinieri. I parrocchiani sono rimasti fuori ad attenderlo, per contestarlo con urla e applausi di scherno. Una scena surreale scatenata dal rifiuto, da parte del prete, di celebrare la messa funebre ad un divorziato.
"Ordini superiori" ha spiegato il parroco ai cronisti, nella concitazione dell'uscita dalla chiesa. Ordine, a quanto pare, del vescovo di Sulmona, monsignor Giuseppe Falco. Con lui, don Gaetano ha concertato l'applicazione, alla lettera, del diritto canonico per quello che si è trasformato ormai in un caso. Certo è che Fernando Scipione, 47 anni, morto d'infarto sul suo tir, durante una trasferta di lavoro a Messina, ieri è stato sepolto senza funerale. Dopo la tragedia, i familiari avevano chiesto di poter fissare il rito funebre, ma il parroco, aveva temporeggiato, inusualmente.
Alcune ore dopo, aveva opposto il diniego con motivazione ufficiale: impossibile, per lui, officiare messa per un divorziato, essendo il defunto venuto meno al sacramento del matrimonio. È stato solo concesso l'uso della chiesa per la veglia funebre. La messa no. La notizia è rimbalzata per i vicoli antichi del borgo suscitando dapprima incredulità, poi sgomento e rabbia.
È stata la seconda moglie di Fernando Scipione a coagulare lo sdegno in rivolta, sino alle soglie della chiesa parrocchiale e a quelle auto dei carabinieri che prendevano in consegna la Punto Fiat di uno spaventato parroco. "Un uomo bravo, onesto e lavoratore come Fernando è stato trattato come una persona indesiderata" ha raccontato la donna in lacrime. "È uno scandalo, se ne deve andare", hanno tuonato in coro altri parrocchiani. "Anche mio padre era divorziato", sottolinea la signora Amalia, un'altra contestatrice "e alla sua morte ha avuto qui il suo giusto funerale".
Il vescovo, interpellato sulla vicenda, ha replicato che don Gaetano "ha applicato le norme, non ha quindi fatto altro che rispettare, in piena autonomia, quanto stabilito dalla nostra religione".
(2 ottobre 2006)




permalink | inviato da il 2/10/2006 alle 11:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

23 settembre 2006

Un vero eroe

«Siccome negli ultimi momenti della creatura umana il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo e della confusione che sovente vi succede, s’inoltra e, mettendo in opera ogni turpe stratagemma propaga, con l’impostura in cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze, ai doveri di cattolico; in conseguenza io dichiaro che, trovandomi in piena ragione, oggi non voglio accettare in nessun tempo il ministero odioso, disprezzevole e scellerato di un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi a un discendente di Torquemada».

Giuseppe Garibaldi


Per saperne di piu': http://www.uaar.it/laicita/funerali_civili/




permalink | inviato da il 23/9/2006 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

20 settembre 2006

...Perche' di una concubina non hanno pieta'...

Aveva scelto di convivere con un uomo separato. Per questo, una volta morta, il parroco si è rifutato di celebrare la messa funebre in suo onore. L’episodio si è verificato ieri a Marcellinara, un piccolo comune di 2200 abitanti in provincia di Catanzaro. “Ho rispettato le norme ecclesiastiche: chi è convivente è un peccatore pubblico e quindi non ho celebrato la messa perché la signora non viveva da cristiana l’unione matrimoniale”, ha dichiarato don Giuseppe Mazzotta, parroco della chiesa di Maria Santissima Assunta. Una decisione che, nelle intenzioni del religioso, vuole essere anche “un messaggio a tutta la comunità parrocchiale: il matrimonio è un sacramento, se decidi di non riceverlo in Chiesa non può considerati uguale a chi lo ha ricevuto”, ha sottolineato il curato. […]
Fonte: Repubblica.it




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20 settembre 2006

Informiamoci...

LE TESI CATTOLICHE

Per il Codice di Diritto Canonico «il patto matrimoniale con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento» (ricordiamo che i protestanti non sono della stessa opinione).
La Chiesa cattolica motiva quindi la sua opposizione al divorzio con le parole del vangelo («ciò che Dio ha congiunto, l’uomo non separi», Mt 19,6). Peccato che lo stesso Gesù, solo tre versetti dopo, lo ammetta in caso di adulterio della donna.
Ancora recentemente il Vaticano ha ribadito che i divorziati risposati non possono accostarsi all’eucaristia. A meno che non abbiano assunto l’impegno «di vivere in piena continenza, astenendosi dagli atti propri dei coniugi».
Nella realtà, mentre in Italia si moltiplicano i casi di fedeli esclusi dalla comunità per via della loro situazione di divorziati (e quindi, in molti casi, nella loro accezione, di concubini), altrove vescovi più malleabili ammettono regolarmente i divorziati ai sacramenti.

LA SACRA ROTA

Non bisogna pensare che il Vaticano sia contrario a prescindere al divorzio: da sette secoli è infatti attivo il Tribunale della Rota Romana (ex Sacra Rota), sorta di collegio giudicante divorzista che sancisce la nullità di matrimoni (generalmente di coniugi assai facoltosi e importanti) per le ragioni più impensabili. Attenzione: la Chiesa parla di «nullità» e non di «scioglimento», quindi per essa il matrimonio deve considerarsi nullo in quanto viziato all’origine.
Sentenze di nullità sono state proclamate in presenza di coniugi ninfomani, depressi, omosessuali, narcisisti, immaturi, mammoni. Esiste poi il caso famoso del matrimonio mai consumato (ci piacerebbe conoscere quali prove vengano addotte per corroborare questa tesi), annullabile con dispensa pontificia: situazione talmente assurda che la stessa Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza di annullamento così motivata non ha effetti civili. Al mantenimento delle strutture di questi “tribunali” (la Rota Romana è solo il terzo grado di giudizio) la Conferenza Episcopale Italiana destina una quota del gettito dell’Otto per Mille.
La vicenda è così scandalosa, e il comportamento vaticano così ipocrita, che lo stesso papa Wojtyla ha dovuto “richiamare all’ordine” i suoi giudici troppo permissivi. Sforzo inutile. Secondo quanto reso noto nel gennaio 2006, su 46.060 sentenze di prima istanza, 42.920 sono state favorevoli alla nullità. La trasmissione Report, trasmessa dai RaiTre il 20 aprile 2003, ha portato alla luce le vere ragioni alla base dell’aumento del numero di richieste di nullità. Che consistono, prosaicamente, nel conseguente mancato riconoscimento dell’assegno di mantenimento al coniuge economicamente più debole: se il matrimonio non è valido all’origine non esiste alcun obbligo nei suoi confronti, neanche dopo 30 anni di vita in comune. Il tutto, ovviamente, nell’inerzia del legislatore italiano e nel “silenzio” degli esponenti ecclesiastici.
Lo stesso papa e i suoi predecessori, però, non si sono minimamente preoccupati di sciogliere
matrimoni celebrati presso altre confessioni religiose: cominciò Leone XIII nel 1894, annullando il matrimonio tra due ebrei. Pio XI sciolse in seguito il matrimonio tra due protestanti celebrato da un vescovo protestante. Nel 1950 Pio XII sciolse il matrimonio tra una parte cattolica e una non cattolica, su richiesta della parte cattolica, e sette anni più tardi sciolse il matrimonio tra due islamici.
Da allora si sono aperte le cataratte: la Chiesa cattolica, la stessa che pretende di vietare il divorzio a tutti per legge, consente tranquillamente la celebrazione delle nozze a chi ha già diverse separazioni alle spalle! Il canone 1143 del Codice di Diritto Canonico è, da questo punto di vista, irresistibile: «Il matrimonio celebrato tra due non battezzati, per il privilegio paolino si scioglie in favore della fede dalla parte che ha ricevuto il battesimo, per lo stesso fatto che questa contrae un nuovo matrimonio, purchè si separi la parte non battezzata».

(dal sito www.uaar.it (per la laicita' dello Stato))




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19 settembre 2006

Carta straccia

Oggi ho fatto a pezzi il nuovo testamento che avevo ai tempi del catechismo. La ragione?
Sentite un po'. Matteo 19-9, originale, e':

"
[9]Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio». "

Nella versione che avevo c'era scritto:

"
[9]Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, salvo il caso di relazione illegale, e ne sposa un'altra commette adulterio». "


Le parole di Gesu' sono chiarissime. Concubinato. Ma relazione illegale, che vuol dire? Ecco che l'inserimento di una riga apparentemente innocua cambia e stravolge il significato. Chi decide cosa e' una relazione illegale? Ma la Chiesa, ovviamente...Ho poi anche letto commenti di catechesi che asseriscono che Gesu' non voleva dire concubinato, perche' cio' significherebbe un troppo alto numero di relazioni illegali. Ah, e' colpa di Gesu' se siamo infedeli ed invalidiamo i matrimoni?

E' stata una esperienza bellissima fare a pezzi quel nuovo testamento. Sento che Gesu' non mi ha tradito.
E per quanto riguarda la chiesa ed il diritto canonico: non vi sembra si comporti proprio come i farisei, che si perdevano in contorsioni dogmatiche perdendo di vista l'essenziale?






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16 settembre 2006

Il testamento di Tito

Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.

Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.


Fabrizio De André




permalink | inviato da il 16/9/2006 alle 11:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

10 settembre 2006

Ma quale Dio?

Caro Papa,

e cosi secondo Lei l'occidente disprezza ed oscura Dio.

Ma quale Dio? Il vostro Dio?

Non si tratta forse solo di paura di perdere il monopolio di Dio, che nel corso della storia vi ha permesso di diventare ricchi e potenti?

E cosa intende dicendo che l'Islam ha paura di questo occidente? Vuole forse  "quasi" giustificare l'ondata di odio contro l'ovest?

Dio non e' assoluto e non e' vostro. Le consiglio di leggersi il testo della bellissima canzone di De Andre' "Il testamento di Tito" e di meditarci sopra.

Buon Lavoro




permalink | inviato da il 10/9/2006 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
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